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"BLOSSOM"
La storia: 11 giorni alla deriva col relitto della "Blossom" La nave cisterna "Blossom", battente bandiera liberiana, di 12.000 T.s.l. si spezzò in due tronconi a seguito di una violenta esplosione il 31/12/1980 mentre era in navigazione fra la Spagna e la Sardegna. L'equipaggio, dopo aver lanciato il segnale di S.O.S., ha abbandonato la nave ed è stato raccolto da una nave sovietica diretta a Marsiglia. Dei 40 uomini di equipaggio uno risultò disperso. Quando il 1° gennaio il R/re "Eleonora Onorato", agli ordini del Comandante Giovanni Camedda, lasciò il Porto di Oristano, non si sapeva però ancora che la nave si era spezzata in 2 e che i marinai erano già stati tratti in salvo. Proseguì comunque l'opera di ricerca del marittimo dato per disperso, che poteva anche essere rimasto nella parte poppiera della petroliera. A bordo del rimorchiatore 8 uomini: oltre al già citato Comandante Camedda di Solanas (Or), un altro Comandante, Carlo Porcu di Sassari, il direttore di macchina Nicolino Grandi di Sassari, gli operai motoristi Carlo Ligia di Solanas (Or) e Francesco Scarpa di Alghero, i marinai Salvatore Ligia di Solanas (Or), Michele Sidore di Bonorva e Damiano Massone di Bultei (Nu). L' "Eleonora Onorato" avvistò il relitto della petroliera il 2 gennaio, ma a causa delle pessime condizioni del mare e del vento non fu possibile per gli uomini di Camedda salire a bordo del troncone poppiero della "Blossom" per cui, sfidando la furia del mare in tempesta che a tratti raggiungeva Forza 8-10, al rimorchiatore non rimase altro da fare che seguire la deriva del relitto. Soltanto nel pomeriggio, i marinai Salvatore Ligia e Michele Sidore riuscirono a saltare a bordo della nave e passare un cavo all' "Eleonora Onorato", ma a causa delle proibitive condizioni del mare e nonostante l'arrivo di un altro rimorchiatore da Cagliari, il "Vincenzo Onorato", non fu possibile trainarlo verso terra. Anzi, dalla zona di mare a Sud di Capo Frasca relitto e rimorchiatori navigarono verso Sud alla deriva in direzione di Carloforte prima, per ritrovarsi poi dopo 13 giorni e 220 miglia percorse addirittura in Tunisia, dove ormai stremati, abbandonarono il relitto che si schiantò sulle scogliere di Capo Farina vicino Biserta. Le cronache del tempo riportano anche che a bordo del rimorchiatore le condizioni di vita dell'equipaggio erano precarie a causa delle provviste di bordo che sarebbero venute meno in breve tempo in quanto la partenza improvvisa e le feste di fine anno avevano impedito il rifornimento e, il forte vento, il decollo da Cagliari dell'elicottero con i viveri. Questo pericolo fu successivamente scongiurato in quanto, saliti sulla parte poppiera del relitto, gli uomini di Camedda riuscirono a rifornirsi dalla cambusa della nave. RASSEGNA STAMPA DEL PERIODO << Indice Archivio Salvataggi
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Last Update 01/03/2007
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