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MOTOVEDETTA CP. 309 ALLEGATO
2 RAPPORTO DEL COMANDANTE GIOVANNI
CAMEDDA Oggetto:
Evento
straordinario eseguito il 29 agosto 1997 a favore della Motovedetta della
Guardia Costiera “C.P. 309”, dipendente da codesto
Comando - Per quanto di competenza di codesto Comando,
trascrivo di seguito la cronologia delle azioni compiute dallo scrivente per
compiere il salvataggio di cui all'oggetto. Sono
le ore 05,10, il Comandante del Porto
di Oristano il Ten. di Vascello Colombo
mi comunica telefonicamente di essere preoccupato in quanto non riesce a
contattare la motovedetta della Guardia
Costiera la C.P. 309, che essendo
uscita in mare per soccorso a seguito dell'avvistamento di razzi rossi nei
pressi dell’isola di Mal di Ventre,
gli aveva comunicato di avere i due motori in avaria, e mi chiedeva di poter
accorrere nei paraggi di Mal di Ventre
con la mia Pilotina. Immediatamente
corro a prelevare il marinaio Ligia
Salvatore, il quale, preventivamente avvertito per telefono, è già sull'uscio della
porta di casa sua. A
tutta velocità dirigo al porto di Oristano dove arrivo alle ore 05,25. Le condizioni meteo da me prima constatate
erano forza 6 (sei) da Nord-Ovest in peggioramento. Alle
ore 05,27 lascio la banchina ed
avanti tutta, dirigo fuori dal porto, tralasciando di scaldare i motori,
pensando alla C.P. 309 e ai suoi
uomini che potrebbero essere scarrociati nella costa frastagliata antistante
l'isola di Mal di Ventre. Uscito
dal porto, nel golfo, il mare continua ad intensificare la sua forza e,
nonostante il ridosso del golfo, il maestrale contrasta la pilotina
che, nonostante le onde, cerco di mettere avanti tutta, sebbene lo scafo sia
sottoposto a grossi colpi e forti scossoni. Arrivato
a scoprire Capo San Marco, il mare ed
il vento si fanno sentire in tutta la loro intensità sono costretto a ridurre
drasticamente la velocità per evitare che la pilotina
non si ingavoni tra le onde che, nel frattempo, sono diventate sempre più alte.
Intanto il mare raggiunto forza 8-9 da
N.O.; cammino sempre con la paura e pensando cosa possa essere successo alla
C.P. 309 che, nonostante la
vicinanza, non risponde neanche alle nostre chiamate radio.
Cerco di aumentare la velocità, al massimo consentito dalla tempesta in
atto. Alle
ore 08,20 circa vedo un'imbarcazione
antistante le scogliere di Is Aruttas,
a circa 300 metri, che riconosco, quando è sulla sommità dell'onda, essere la
motovedetta C.P. 309.
Il nostro cuore si gonfia di gioia; con una manovra pericolosa passandole
vicino alla poppa e dopo sul lato dritto, mi viene lanciata una cima che prendo
e incappello sul bittone di poppa. Viene
messo in tiro, piano piano, il cavo; nel frattempo dato volta da parte del C.P.
309, sempre lentamente, cerco di salire sopravento onde toglierla dalle
secche e dai pericoli, vedo che la motovedetta 309 lascia l’ancora e la cima
sul luogo, impossibilitata a causa del tempo ad issarla a bordo. Intanto la
navigazione viene ostacolata dai grossi marosi che si irrompono e si infrangono
sulla pilotina Quando ritengo di
essere in sicurezza per il rimorchio e per noi, mi dirigo con rotta verso il
rientro, ossia verso Torre Seu. Il
mare di traverso mi costringe a navigare pericolosamente. La motovedetta
si vede ora sulla cresta dell’onda, dopo scompare fra le onde. Navigo con
molta attenzione. Ad
un tratto passo il timone e le leve dei motori al Ligia
Salvatore e mi avvicino prudentemente verso poppa, onde ispezionare la cima
di rimorchio e la poppa. Con orrore vedo
che quando la mia pilotina viene ostacolata dalla C.P. 309 che si trova tra le due onde e che quindi il cavo sopporta
un tiro superiore al normale, il bittone, dove il cavo è dato volta, apre
paurosamente lo specchio di poppa della pilotina. La situazione è tremenda in quanto uno strappo può:
Riduco
ulteriormente i motori e prego Dio di
aiutarci, in quanto sono costretto a continuare il rimorchio in quelle
condizioni. Sono le ore 09,15 circa. La
navigazione continua a lento moto e cerco di navigare un poco al traverso onde
evitare strattoni al rimorchio, strattoni che invece si verificano quando si
naviga con il rimorchio di poppa e, in
previsione dell’ineluttabile, decido di portare il rimorchio il più al
largo possibile affinché, ove si stacchi lo specchio di poppa, con
l’affondamento della pilotina, si abbia maggior tempo per un ulteriore
rimorchio della C.P. 309. Il
mare continua ad infuriare ed io, terrorizzato, vedo aprirsi sempre più lo
specchio di poppa. Verso
le ore 09,35 decido di fermarmi e
chiedo alla C/P 309 di allungarmi con
altro cavo il cavo di rimorchio in modo che il rimorchio sia più lungo e si
evitino il più possibile gli strattoni, cosa che viene subito eseguita dalla C.P.
309 congiungendo due cavi. Riprendo
il rimorchio; il mare è sempre tempestoso. alla
radio sul canale 16 intercetto una comunicazione tra il Supplay
Vessel Othoca ed il Comandante di Circomare di Oristano T.V. Colombo
che il rimorchiatore Supplay trasmette
di aver ricevuto comunicazione, da parte dell’elicottero, che nessun mezzo è
in mare oltre noi e chiede altresì di rientrate in quanto l’equipaggio è
stremato a causa della bufera in atto. Sono
in mare aperto nei pressi di Capo San
Marco; la situazione è una bolgia, lo specchio di poppa all’altezza del
bittone centrale si apre in tutta la
larghezza della poppa. Continuo a navigare il più marinarescamente
possibile. Alle
ore 10,00 circa supero il faro di Capo
San Marco ed entro nel golfo di
Oristano dove, lentamente, guadagno il ridosso dei marosi, rinforzo come si
può il cavo del rimorchio e, successivamente, aumento i motori col mare al
giardinetto di poppa verso l’imboccatura del porto
di Oristano Noto
il rimorchiatore Prode che ci segue.
Arrivati, comunico alla Capitaneria di Porto il
nostro
arrivo, accorcio quindi il rimorchio e dirigo verso la darsena, ormeggio
permanente della C.P.
309. Attracco in banchina dove si trovano il Ten. di Vasc.
Colombo Comandante
di Circomare
Oristano che stringendomi la mano e congratulandosi per l'operazione portata
a termine con grande abnegazione e
spirito di sacrificio ed ineguagliabile perizia marinaresca, e, il Comandante
della Motovedetta della Guardia di Finanza e l’equipaggio tutto il quale
si complimentano con me, invitandomi a bordo della loro motovedetta, mi fanno
gli elogi per l’operazione, pericolosissima a causa della bufera in atto,
andata a buon fine, dicendomi che lui con la sua motovedetta gli era stato
impossibile uscire dal Golfo di Oristano ossia da Capo
S. Marco alle ore 07,45 per la
tempesta in atto. Sono le ore 11,40 circa. Oristano,
26 settembre 1997 Il
Pilota P.L. del Porto di Oristano (Comandante
Giovanni Camedda)
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Last Update 01/03/2007
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